cosmogonia giapponese
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Ho il piacere di presentare oggi il post di Sakura Miko, disegnatrice manga, fondatrice e caporedattrice di Sakura Magazine, portale dedicato al Giappone creato nel 2009. Il suo blog offre un interessante misto di miti, leggende, letteratura e lingua, e vi offrirà una splendida finestra sul paese del Sol Levante. Vi presento oggi la prima parte di un articolo dedicato alla cosmogonia Giapponese, buona lettura! 

Izanami and izanagi

Izanami e izanagi

Cosmogonia giapponese

La cosmogonia giapponese non prende in considerazione in alcun caso la creazione del mondo e degli esseri umani, bensì, com’è proprio di molti miti cosmogonici, la loro generazione. Mentre, in regime di creazione, Dio, la natura e l’uomo costituiscono i tre vertici di un triangolo ideale, non mescolabili tra di loro (l’uomo non diventera mai Dio nè fiore: ciascuno è legato in eterno al suo destino specifico), nel regime generativo dello shintou si ha, almeno potenzialmente, una circolazione ontologica e dinamica che apparenta ogni fase dell’essere nel tempo.

L’uomo può farsi kami, come il kami può farsi nuvola, delfino, albero, stella. La sostanziale fratellanza tra uomini e cose postulata dalla mitologia shintou sta alla base dell’amore, del gusto, del sentimento vivissimo nutrito dai giapponesi per tutti gli aspetti della natura. E spiega inoltre la loro tendenza al pragmatismo mistico, così cospicuo nella vita individuale e sociale, produttiva e politica.[…]

La “Genesi” shintou presentata dal Kojiki si apre con i nomi di tredici divinità marcatamente astratte, generalmente ritenute abbellimento posteriore al mito, quale dovette essere concepito in forma molto più concreta all’origine. Questi dei “compaiono”, “divengono” (aremasuru), si direbbe per generazione spontanea; in seguito “spariscono, si nascondono” (mimi o kakushi tamainu).

Il primo di questi dei ha nome Ame no mi-naka Nushi (Signore dell’Augusto Centro del Cielo), che è poi un appellativo squisitamente filosofico, tutt’altro che primitivo. Lo seguono due importanti entità celesti, Takami-musubi e Kami-musubi (Alto Augusto Spirito Generatore eDivino Spirito Generatore), ancora nomi appellativi, interessanti però per il risalto che danno al concetto di musubi, basilare lungo tutto il corso dello shintou, sino ad oggi: esso ci introduce al cuore del vitalismo shintou, atteggiamento che si può dire ispiri in profondo ogni aspetto di questa religione, lungo l’intero suo corso storico.

Significativo è il fatto che ambedue i testi, esaurito l’elenco dei numi senza volto, si soffermino a lungo – il Nihongi con parecchie varianti – al cospetto dei kami Izanagi e Izanami. Avvertiamo subito di trovarci al cospetto di autentici numi delle origini, come furono concepiti prima d’ogni abbellimento dei filosofi. I loro nomi vengono generalmente intesi a significare “il Maschio che invita” e la “Femmina che invita”, sottolineandone la potenzialità erotica e ponendoli in relazione col bene primordiale della fertilità.

Secondo alcuni nomi potrebbero collegarsi ad un’etimologia ancora più significativa: “il Primo Uomo e la Prima Donna“. In altre parole i Genitori del Mondo (del Giappone) sarebbero anche gli antenati del popolo che vi abita, nonché della dinastia che vi regna, una Genesi estremamente ingegnosa, destinata ad avere conseguenze importanti per tempi lunghissimi.

Tratto dal libro Storia delle Religioni – Cina- Estremo Oriente

Alla prossima settimana con la seconda parte!

L’immagine di copertina è un dipinto di Eitaku Kobayashi raffigurante Izanagi e Izanami – fonte Wikipedia